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L’Office du tourisme rinvia il decollo

di Alessandro Mano in Vanity Foire, economia il 30 gennaio 2010 alle 08:00
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Mentre tutti erano impegnati a discutere dell’Isola dei famosi in Valle d’Aosta, e del relativo stanziamento per ospitare il cast a Pré-Saint-Didier, un’altra questione cruciale per lo sviluppo turistico della nostra Regione ha visto l’ennesimo rinvio. L’entrata a regime dell’Office du tourisme, ente unico per la promozione e l’accoglienza turistica in Regione, è ancora incerta, e i cinquanta dipendenti dei venti uffici turistici sparsi sul territorio regionale, sono ancora in attesa di conoscere il proprio futuro. L’unica certezza è che dal 31 dicembre 2009 le vecchie AIAT non esistono più.

Studi, sondaggi, decisioni e rinvii
«Nei prossimi mesi verranno fatte diverse ipotesi per la riorganizzazione degli uffici sul territorio – ha spiegato l’assessore Aurelio Marguerettaz rispondendo ad un’interrogazione di Vallée d’Aoste Vive – Renouveau, presentata nell’aula del consiglio regionale da Patrizia Morelli – ma per ora l’attività negli uffici continua normalmente». L’Office régional du tourisme è stato creato con la legge di riordino delle AIAT, e dei relativi uffici informazione, nel maggio 2009, e porta a compimento un lungo e accurato studio, effettuato dall’Università della Valle d’Aosta con incontri periodici con tutti gli attori della filiera turistica, per verificare quale modello organizzativo possa rispondere meglio alle esigenze della Valle d’Aosta. Si è deciso di creare un nuovo ente unico, strumentale alla Regione autonoma, che accentrasse i servizi sul territorio e l’attività di marketing, per migliorare efficienza ed efficacia ed evitare che Verrayes faccia concorrenza a Torgnon. Il 1° gennaio, assieme al 2009 si è portato via anche le undici AIAT, senza però che nessuno sappia quale sia il futuro degli uffici amministrativi, né degli IAT, gli sportelli informativi aperti al pubblico.

Sul modello del Trentino
Se Marguerettaz, rispondendo alle critiche per aver ospitato i famosi, ha dichiarato che “basta copiare chi lavora bene“, l’Office ha un’impronta proprio in questo senso: dal 2003, infatti, la Provincia autonoma di Trento gestisce il suo marketing territoriale attraverso un’azienda pubblica a gestione privatistica, la Trentino s.p.a., che ha preso il posto sette anni fa dell’APT. Che già era un solo ente per l’intero territorio.

La declinazione rossonera
In Valle l’Office unico non sarà una società di capitali, ma un ente di diritto pubblico, e avrà l’arduo compito di dirigere un’orchestra, quella turistica, fatta di troppi solisti ormai abituati a lavorare da sé e per sé. Le AIAT, costituite nel 2001 e presto entrate a regime, sostituivano anche da noi le APT, che però avevano la dimensione delle Comunità montane. Coordinare l’attività dell’Office sull’intero territorio, senza scontentare nessuno, sarà la sua vera sfida. Una decisione in questo senso andrebbe opportunamente presa al più presto, anche perché il momento per gli studi e le ricerche di mercato è terminato. Il tempo è scaduto, ormai da mesi, e prendere un anno di tempo ora è fuori luogo: d’altro canto, riproporre sotto un diverso nome 20 uffici turistici sarebbe un maquillage inutile e costoso. Non è pensabile continuare nel copiare – in malo modo – i concorrenti, prendendoli a modello per giustificare le proprie scelte, ma non avendo poi la volontà di seguire le loro orme fino in fondo con scelte coraggiose.



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  1. Se almeno sapessero copiare… Leggendo con un minimo di attenzione il profilo della Trentino SpA non si capisce proprio cosa abbia da spartire con l’Office destinato a raggruppare le AIAT, uffici di informazione e accoglienza turistica SUL TERRITORIO, mentre la la Trentino SpA (cito dal sito) “è responsabile dell’immagine turistica e territoriale del Trentino in senso ampio, della gestione del marchio, della promozione e pubblicità del Trentino come sistema integrato di valori e attività, della valorizzazione delle specificità, dell’attività di marketing sui diversi mercati (pubblicità, promozione, fiere, web, sponsorizzazioni, ecc.), delle relazioni esterne e dei rapporti con i media, ricerca e analisi dei singoli mercati, attività editoriali di supporto, collaborazione con gli operatori di promozione turistica locale e supporto alla commercializzazione, oltre che nel turismo, nello sport, nella cultura, nell’artigianato e nelle produzioni di qualità.” Non pare poco, ma, se così fosse, cosa se ne faranno degli impiegati e dirigenti dell’Assessorato?

  2. Nell’emulazione non c’è nulla di male. E nemmeno nell’adattamento alle proprie e specifiche esigenze. Non per forza la soluzione della s.p.a. deve essere considerata la migliore e la scelta dell’ente pubblico la peggiore.
    Consideriamo però lo studio che ha portato alla scelta dell’Office è iniziato oltre quattro anni fa e, ora, la “provvisorietà” delle vecchie AIAT estesa a tutto il 2010. Con questi tempi di decisione non si sopravvive in alcun mercato, figurarsi in quello turistico.
    Dare un sacrosanto colpo di reni per permettere a tutto il settore di lavorare finalmente in coordinamento dovrebbe essere la priorità di qui ad un mese, non di qui al 2011…